Zadera - "..Something Red" - Strobelights
2004
Uno dei problemi fondamentali oggi per la musica sono le etichette, i "marchi
di fabbrica" che vengono affibbiati ad un prodotto per essere proposto
alla richiesta crescente del pubblico soprattutto in funzione delle tendenze
e dei trend. E' da un pò che si sottoliena il fermento "deathrock"
che da oltreoceano e in Europa favorisce il proliferare di bands su bands
che si cimentano nell'impresa di proporre qualcosa che si intoni con questa
tendenza. Qualche gruppo ci riesce elaborando prodotti a volte legati stretti
alla tradizione di quelle bands che vent'anni fa seppero proporre il genere
come novità o sfornando qualcosa di personale che mescola vari suoni
e sfrutta diverse attitudini, mentre altri rimangono nell'ombra senza emergere.
Ma c'è una terza categoria nella quela rintrano a pieno titolo gli
Zadera.
Sfogliando il booklet dell'album si respira un immaginario malcelatamente
incline a creste, catenazze e borchioni..l'artwork riporta prepotentemente
a produzioni recenti più fortunate che si inseriscono nel nuovo circuito
deathrock, ma quando inserisci il cd nel lettore la "muscia" cambia..eccome
se cambia.
I tedeschi cercano di riprendere un pò a destra e manca, frullano,
mescolano suoni che a volte ti fanno pensare agli Antiworld, a volte per la
voce di Conny Krack ti ricordano gli Skeletal Family, altre ancora per i suoni
di chitarra ti fanno ripensare al neo-punkettino a stelle e strisce. E' innegabile
che gli Zadera non risaltano per originalità e per contenuti quanto
più per ruffianeria (e qui ci si potrebbe anche impelagare su una discussione
riguardo quanto di effettivamente originale circoli oggi in ambito musicale
e soprattutto deathrock). Ma in definitiva a penalizzare gli Zadera non è
tanto il prodotto in se quanto l'etichetta che gli viene affibbiata ed è
qui che rientrano come campioni nella terza categoria di cui prima: i nostri
vengono presentati come novità per un genere che va di moda ma non
gli appartengono e il risultato è diametralmente opposto a quello sperato.
Nella tracklist di "..Something Red" passando dall'iniziale "That
much I didn't want to know", "Throug the pale door", "Life
strikes back" e così via fino alla conclusiva "Only for me"
risenti vaggiti horror-punk nella loro forma più melodica, avverti
qualche sussulto vagamente metal ma non riesci a dargli una forma definita..il
disco suona generico e senza identità a tratti molto noioso. Qui e
li gli spunti ci sono, quelche idea, qualche fraseggio..ma nel complesso il
lavoro è acerbo..un frappè senza direzione e quando risenti
addirittura i Metallica nell'intro di "One more life" che poi sfuma
in una ballatina punk-rock insipida hai un quadro completo di quanto sia dannoso
per band come gli Zadera essere inserite forzatamente in un circuito ben definito
che li penalizza e li schiaccia, mentre avrebbero di sicuro più impatto
rimanendo in un contesto più ampio e meno etichettabile.
Per concludere ascoltando questo disco toglietevi dalla testa di avere a che
fare con una band deathrock, tantomeno con una band goth, aspettatevi invece
un oretta di rock poco originale ma sufficientemente ben confezionato. Nulla
di più.
darkboy.
Added: Giovedì, 04 Novembre 2004