Human Disease - Our Flesh Deception
[ 2004 - Strobelight Records ]
5,5/10
Ecco un’altra
band italiana sotto contratto per la mai abbastanza osannata Strobelight,
e mi dispiace dirlo, a mio avviso un altro flop. Sì perché nonostante
abbiano fatto un’ottima impressione con un demo su cassetta alcuni anni
fa, gli H.D. deludono sulla lunga distanza, forse carichi di troppe attese.
Ci troviamo di fronte a gothic del più trito, ben suonato, senza pecche,
onesto ma fin troppo banale, come dei Christian Death di Ashes (citati delle
bio) senza carburante: niente personalità o peculiarità che
faccia ricordare i primi 6 pezzi, carini ma senza pretese; dalla 7 in poi
le sorti si risollevano, ma per chi come me ha un corposo passato da fruitore
di codesta musica, riescono ad essere giusto un po’ più coinvolgenti
grazie al loro ritmo, ma sinceramente nulla di ché.
Dunque se siete ascoltatori smaliziati e navigati, non è certo un acquisto
essenziale, mentre per chi magari è ai primi ascolti o non riesce a
rinunciare al suo goth quotidiano, può risultare piacevole per molti
ascolti ancora, senza impegno. Per capire questo possibile diverso punto di
vista, si prenda ad esempio i Wallenberg, recensiti da poco nell'ottica di
una persona cui la cui dieta musicale è decisamente orientata su fronti
diversi. Per quanto privi di un picco di originalità è risultato
un bel disco, mentre per chi come me conosce a memoria certe soluzioni e certi
suoni risulta decisamente piatto. Sono quindi due punti di vista differenti
che fanno pendere l’ago della bilancia a seconda del proprio panorama
musicale, fate dunque la vostra scelta.
Un consiglio per la band, nel caso specifico gli H.D. ma estendibile praticamente
a tutti quanti: più che sforzarsi di produrre un Long Playing a tutti
i costi perché tale è la prassi, la mossa più saggia
è a mio avviso un EP o un mini CD che selezioni i brani migliori e
i più curati o ispirati, evitando così passi falsi. Inoltre
la grafica è stata decisamente trascurata, molto, troppo spartana,
quasi amatoriale con l’uso di un programma di grafica qualsiasi. Anche
qui ampi margini di miglioramento.
Federico Gennari
15/12/04
Genere : Gothic / Death Rock