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Human Disease - "Our Flesh Deception" - Indigo/Strobelights

Si vociferava di un e.p. o di uno split per gli italianissimi Human Disease e loro ci arrivano a sorpresa (ma forse nemmeno tanto) con un album di esordio strepitoso. I romani Human Disease che si cimentano col deathrock dal '97 e che ingiustamente son stati resi famosi più dal gemellaggio ai Chants Of Maldoror che dall'effettivo interesse per la loro proposta ci propinano qualcosa che oggi forse nessuno si sarebbe aspettato di ascoltare visto il dominio incontrastato del nuovo-deathrock alla Cinema Strange tutto tastierine e bassi minimali. Il combo romano mette a segno un lavoro legato stretto alle origini di quel suono che oggi è sulla bocca di tutti spesso a sproposito. Si sente finalmente quella chitarra acida e starnazzante che ha contraddistinto Christian Death prima e Mephisto Walz dopo e che nei nuovi paladini del rock mortifero è spesso ridotto ad un ossessiva tastiera gorgheggiante, si risente quella batteria incalzante e ruvida e il rullo compressore del basso che tesse una fitta trama di colpi ben assestati dritti allo stomaco. Si sente il rantolo estasiante che soffiava in "Catastrophe Ballet" o in "Ashes"..ripulito..reinterpretato..rivitalizzato con sentimento.
Gli Human Disease si discostano dal trend odierno..e si ripiazzano sul crocevia tra quello che è stato e quello che dovrebbe essere il deathrock. "Nativity 33", "Gold Flames of Angels", "Artistic Greed (Mourn-Jewel)" una dietro l'altra ci riaccompagnano tenendoci per mano verso le ambientazioni sulfuree e claustrofobiche che hanno sempre caratterizzato il genere e che sembrano perse per poi esplodere in tutta la loro suggestiva intensità in quel capolavoro che prende il titolo di "Even Unblameable (Be Loved)"..da far rizzare i peli..una tela fittissima di basso e batteria che solleva e trasporta in una visione onirica sorprendentemente vivida. "Mother Sodom (The New Prayer)" è deathrock fino al midollo come la successiva e christianissima "Disclosed In Flesh (Sexual Utility)". "Petals (pt.1)" la conoscono già in molti grazie alla presenza sulla compliation New Dark Age vol.1 (Indigo/Strobelights) e non smentisce tutte le potenzialità da hit che possiede; ma è "Chimera" che fa davvero urlare..corrosiva, urticante, decadente..un altalena di aggressività e sopore. "As My Ornaments Hide" ci accompagna con quella dose di melodia in più verso l'epilogo di questo lavoro che si presenta nelle vesti della rielaborazione del suo stesso prologo ("Vial Of Misery").
Questo è il disco che non ti aspettavi..e che menchemeno ti aspettavi qui in Italia. Un lavoro valido e maturo che quasi non sembra un esordio ma che potrebbe essere l'inizio di un ritorno vero per il deathrock. Se i Cinema Strange sono il futuro del deathrock, gli Human Disease sono quella ventata di tradizione che ti vorrebbe far congelare il tempo.


Added: Giovedì, 30 Settembre 2004