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HUMAN DISEASE - "Our flesh deception" [Strobelight, 2004]

Dopo un demo mini Cd e la partecipazione a "New dark age", finalmente arriva sul mercato il tanto atteso debutto su lunga durata per gli Human Disease. Siete pronti per una sferzata di death-rock vecchio stile? Si? Ok, allora lasciate perdere. Perché qui di death-rock ce n'è poco e di reminiscenze christiandeathiane ancora meno. E' un male? Assolutamente no! E lo dice
uno che tempo fa pubblicò in internet delle paginette sul tema "Death rock in Italia" che includevano pure loro. Ma i bimbi crescono, si staccano di dosso i cliché, affilano le unghie e ci propongono quello che oggi possono dare: e danno molto. L'evoluzione sonora dei nostri è evidentissima nelle riproposizioni di "Artistic greed", "Mother sodom" e "Disclosed in flesh" che facevano precedentemente parte del demo. Arrangiamenti molto più curati, "delicati" e psichedelici prendono il posto della furia malata delle incarnazioni precedenti, stupendo ed ammaliando l'ascoltatore senza tregua di sorta. La voce di Lien si conferma come una delle più melodiche dell'intera scena italiana e non, le ritmiche di Mirko sono varie e fuori dai canoni soliti, le tastiere di Vanessa H non stanno lì solo per riempire il tutto e danno la giusta contrapposizione sonora alle taglienti e lisergiche chitarre di Lantier, mentre il basso di David M funge da schiuma collante (eh?!?!) e amalgama la marea di suoni che fuoriescono dalle casse del vostro dopato impianto stereo. Non ci sono parole, davvero, per descrivere il pesante carico emozionale di canzoni come "Chimera", "Nativity 33" o "Even unblameabale". La notevole quantità lisergica presente in questi solchi (che non sono più solchi ma chissenefrega alla fine…) vi stupirà, vi inchioderà alla sedia e comincerà a farvi roteare per la stanza senza possibilità alcuna di salvezza. Notevole anche il lavoro grafico per la copertina, senza ombra di dubbio una delle migliori degli ultimi dieci anni. Per concludere, ribadisco che mi trovo in totale disaccordo con tutti quelli che etichettano ancora gli Human Disease come una death-rock band. Qui c'è molto, molto di più. Meglio così. Grandissimi. [Max 13-34]