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Chants Of Maldoror: Every Mask Tells The Truth (CD - Strobelight Records/Masterpiece Distribution, 2005).

Allorquando le mie incerte mani strinsero la elegantissima confezione de "Every mask tells the truth", venni sopraffatto da una intensa emozione, la stessa che provavo da piccino fronteggiando un dono ambitissimo. Risuonando ancora nelle mie stanze i canti profondi che incidevano la pelle del predecessore "Thy hurting heaven", paventavo d'altro canto che la presente collezione, pur essendo intimamente certo del suo valore, non rievocasse nel mio animo sentimenti così decisi. Accade ogni volta, quando tanto si amano certe canzoni, che ci accompagnano nel lento scorrere degli anni e che ci fanno temere che mai troveranno degne figlie. Ma il fluire delle note dell'overture "Himmel balsam" (sì, proprio di delizioso balsamo si tratta!) ha incalzato ogni paura, facendola svanire coll'irruenza di un affondo di spada! Opera sublime, "Every mask...", è il disco di death-rock definitivo, omaggiante non solo la drammatica grandezza dei più ispirati Bauhaus ("Of the willings") o la disperata e mortal poetica dei primevi Christian Death ("A white holocaust" pare discendere direttamente dal miglior songbook di Rozz), avvalendosi della imprescindibile prova vocale di Adoplhe, cantore della corruttela e della tenebra, bensì dotato di propria e ferma luce, stagliantesi netta nel firmamento del rock obscuro contemporaneo. Un gruppo che da ora in avanti verrà additato a modello e campione, e molti tenteranno di emularne lo spirito e le gesta, sicuri da principio di trovarsi innanzi a titanica impresa destinata quasi certamente al fallimento! L'austera eleganza di "Wounded canvas" e di "Where the Lords lies" scavano una profonda crepa fra quanto fino ad ora espresso in questo imprescindibile settore della musica alternativa. Si celebrano Follia e Declino, mentre nembi di fumo dolciastro si levano dalle pire votive alimentate da corpi corrotti dal peccato e da fasci di pregiatissimi legnami. La sei corde di Loren scudiscia le carni esposte, rimbomba il basso di David, echi lontani dispersi dal vento fra selve di carici marcescenti, le arcane tastiere di Echo musicano danze estenuanti consumate fra aromi pungenti d'incensi esotici. Lapidi mute incrostate di musco ed umide di nebbia assistono all'occulto rito principiato dai quattro, ed al dolore si fonderà la lascivia, consumandosi nell'estasi e nel più dissoluto piacere. Ah Maldoror!, un ghigno beffardo deforma il tuo volto emaciato, mentre t'appresti a discendere nel tumultuante Lete del Vizio e della Lussuria ("Justine" è miniatura decadente di gran valore). "Every mask..." ci abbandona, lento e solenne, offrendoci l'ultima pretiosa reliquia, un'icona rilucente che mitiga l'Addio: una sentita versione di "We stand alone" (da "Rage in Eden", firmata Ultravox). Il sipario cremisi bordato d'oro cala, celando l'ultima scena, muore il brusio, il Silenzio avanza. Il dramma si compirà altrove, beato l'Eletto che vi assisterà! Web: http://www.masterpiecedistribution.com. (Hadrianus)