Intervista agli Ordeal By Fire
Inviato da CabiriaSexGang

mercoledì 08 dicembre 2004

Introducete un pò il gruppo, per chi non è ancora riuscito a superare la prova del fuoco...


Rik: Il gruppo si chiama Ordeal By Fire e siamo tutti quanti di Torino, quello che suoniamo è gothic-rock o perlomeno questa è la definizione che danno tutti; è composto da me che suono la chitarra, Michele alla voce e chitarra (ex Burning Gates), Fabrizio al basso (ex Wasteland) e Tiziano alla batteria, che nonostante abbia sempre suonato in gruppi hardcore, diciamo che si è inserito benissimo in questo genere perchè rientra nei suoi ascolti.

Ci siamo formati da un paio d'anni e devo dire che le cose stanno andando bene, nonostante abbiamo iniziato da poco siamo riusciti ad ottenere qualche soddisfazione... vedi il contratto con la Strobelight che, secondo noi ma secondo molti altri, è una delle etichette più quotate almeno per il genere gothic.

Siamo riusciti a fare diversi concerti in giro, suonando all'estero (Germania, Austria, Polonia)...e siamo soddisfatti...per adesso!!

Dal primo ascolto del vostro mini lp "The roots and the dust", ho notato delle influenze predominanti nel suono... Fields of the Nephilim, Altered States, Rosetta Stone ed una dose di Sisters of Mercy; il tutto unito con abilità e maestria.

Cosa vi ha portato a scrivere quei pezzi e qual è stata la scintilla che vi ha infiammato a tal punto?


Rik: Diciamo che sia per l'ep che per l'album, non ci siamo mai messi a tavolino a decidere "Facciamo questo o facciamo risaltare queste influenze, piuttosto che quelle"; bene o male le influenze le hanno tutti ed in qualche modo vengono fuori. Nel caso specifico dell'ep, l'abbiamo registrato dopo circa 5 mesi dalla nostra formazione, ed è stata una cosa molto spontanea...di getto. L'album è sicuramente più maturo, ci rappresenta al meglio perchè è quello che è venuto fuori suonando assieme per 2 anni. Continuando a parlare dell'ep invece, i pezzi sono stati scritti assieme, a parte "Re-creation" che Michele aveva scritto da tempo, e fu il primo pezzo che mi fece sentire quando mi chiese di suonare insieme a lui. Forse non avevamo ancora sviluppato la personalità del gruppo, non come difetto, il suono è molto potente e arrabbiato, ma forse svelava poco il lato introspettivo della band; cosa che si può notare in altri pezzi presenti nell'album...l'ep possiamo considerarlo come una botta esplosiva, un urlo...il primo vagito rabbioso!!

Avete realizzato una cover di "New Dark Age" dei grandiosi SOUND di Adrian Borland...tanto di cappello. Personalmente vi ringrazio di cuore!!!

Finalmente un gruppo che non coverizza pezzi techno-pop degli '80!! Perchè avete scelto questo pezzo? Ha un significato particolare per voi, o è un messaggio lanciato verso i miscredenti nei vostri confronti?

Dal titolo..."New dark age"...una nuova era oscura...


Rik: Beh, la domanda è interessante (ride n.d.r)! Diciamo che suonare dark o gothic rock nel 2000 non è agevole, non è di moda, quindi si può intendere la cover, partendo dal titolo, come una rinascita di quello che piace a noi...comunque questo è un significato più personale, non è una cosa di cui abbiamo parlato tutti quanti. L'idea della cover è nata durante le prove, Michele una volta ci ha proposto questo pezzo ed era da tanto tempo che lo voleva rivisitare ed abbiamo deciso che si poteva fare; oltretutto i Sound sono un gruppo da rispettare, poco conosciuti o meglio, poco considerati a torto. Questa cover è da considerare come un nostro tributo a questa band molto underground, ovviamente noi l'abbiamo rivisitata a nostro modo, con i nostri suoni cercando di mantenere un minimo di fedeltà come rispetto per questo gruppo; logicamente il nostro suono è diverso... non è anni '80.

Suonate parecchio all'estero ed avete inoltre un buon seguito, come mai qui in Italia, suonate molto poco ed il pubblico appare meno interessato? C'è secondo voi qualche ragione legata a questa nuova rinascita o riscoperta, verso generi come il deathrock, o è soltanto un fattore di pigrizia mentale?


Rik: Questa è ovviamente una cosa di cui dobbiamo prendere atto, non penso dipenda da noi come gruppo o dal genere che suoniamo; diciamo che è un problema italiano, vengono valorizzati poco gli aspetti live della musica.

A quanto pare la gente preferisce di più ascoltare un pezzo in un locale, piuttosto che sentirlo suonato dal vivo.

Per quanto riguarda il nostro caso, noi suoniamo un sottogenere all'interno di un genere già molto underground, suonare gothic rock nel 2004 è un pò per appassionati, non strizza l'occhio a nessuna moda. Magari la gente più giovane è attratta dal lato più danzereccio, più elettronico. Fortunatamente all'estero e soprattutto in Germania, è rimasto ancora radicato l'interesse per il gothic rock, suonato da una band vera e propria, ovviamente le evoluzioni dei generi musicali ci sono ed è giusto che ci siano; anche nell'elettronica ci sono cose interessanti, bisogna distinguere perchè non tutto ciò che viene da questo genere è bello...comunque nei miei ascolti musicali ce n'è veramente poca (ride n.d.r). Alla fine possiamo dire che forse è un problema di genere, poi se tu pensi a chi suona gothic rock in Italia, non mi viene in mente nessuno...a parte i Bloody Mary di Milano. Per chiudere...noi suoniamo questo tipo di musica e continueremo a farlo.

Siete reduci da un mini tour nell'Europa dell'est. Com'è andata? Avete trovato qualche gruppo interessante? Che tipo di accoglienza vi hanno riservato?


Rik: Abbiamo trovato una situazione molto più accogliente rispetto a quella a cui siamo abituati in Italia. Il tour è stato molto corto, 5 date in 10 giorni. L'unica esperienza all'estero prima di questa è stata al "Judgement Day" in Austria, ma lì penso che sia proprio un'isola felice dispersa tra le montagne. A Varsavia abbiamo suonato in un posto molto piccolo, molto spartano; era un lunedì sera (quindi non una serata di punta) ma c'era gente, che ha ballato e si è divertita, molto più aperta a sentire cose sconosciute; qui in Italia invece tendiamo ad ascoltare le cose che già si conoscono, senza magari andare ad un concerto per scoprire qualcosa di nuovo...fortunamente all'estero non è così. In Polonia abbiamo suonato con un gruppo molto interessante, i DHM, una sorta di Killing Joke polacchi; altro gruppo interessante sono i stati Crudeness con cui abbiamo suonato a Tuebingen, in un posto fantastico, una sorta di centro sociale su diversi piani, dove organizzano tra le altre cose laboratori per bambini e attività di questo tipo, anche con l'aiuto delle istituzioni del paese...cosa che qui è molto difficile come ben sai!

L'ultima data è stata al Pagan Love Song a Bochum, in una situazione che qui possiamo solo sognare, perchè sono serate che impressionano a tutti gli effetti; dal punto di vista del concerto e del dopo concerto...si incontrano personaggi molto interessanti. Quella sera c'erano i Bloody Dead & Sexy, New Days Delay, House of Husher; un fulcro dove ruotano diversi progetti...oltretutto abbiamo suonato con i Frankenstein, simpaticissimi e fuori di testa. In Italia siamo un pò il terzo mondo della musica (ride n.d.r).

Il vostro primo lp "Untold Passions" si muove tra i classici suoni del gothic rock ma con uno sguardo verso sonorità post punk tipo Southern Death Cult, Killing Joke. Come mai questo cambiamento, questa seconda pelle?


Rik: Per me è un complimento quello che hai appena detto....Comunque non è un vero e proprio cambiamento o una scelta, secondo me è la vera identità del gruppo, fotografa la reale situazione in cui siamo adesso.

Dopo 2 anni che suoniamo assieme ci conosciamo meglio a livello musicale, rispetto al primo lavoro uscito molto di getto. Oltretutto abbiamo potuto lavorare con più calma a quest'album e con il supporto di un'etichetta; c'è da dire che avendo più spazio su un lp rispetto ad un ep da 20 minuti circa, hai la possibilità di esplorare lati che prima erano rimasti fuori. Secondo me "Untold Passions" è quello che siamo, con le varie influenze che ognuno può riscontrare; non è stata una decisione presa dopo l'ep, quella di cambiare...o meglio, all'epoca delle registrazioni di "Roots And Dust", non abbiamo avuto il tempo di capire veramente chi eravamo...volevamo farci sentire, volevamo urlare!

Nel mese di Ottobre, avete suonato a Roma, sul palco della seconda edizione de "Black Sunday Festival". Io ero presente e devo dire che mi siete piaciuti un sacco, molto di più rispetto a tutte le altre volte in cui ho assistito ad una vostra performance. Complimenti.

Perchè non fate un piccolo resoconto per le persone che non erano presenti? Cosa vi è piaciuto e cosa vi ha lasciato sgomenti?


Rik: Sinceramente è difficile fare un bilancio di quella serata, perchè la gente c'era, cosa insolita per l'Italia; l'atmosfera era decisamente strana, surreale. Noi come Ordeal By Fire siamo in giro da poco e non abbiamo la presunzione di far accadare chissà cosa; la cosa che mi ha colpito di più è stata la risposta del pubblico al concerto dei Sex Gang Children. Andi è un personaggio che il genere l'ha creato, ho avuto modo di conoscerlo meglio quando venne a Torino ad agosto, ed è una persona che ha ancora moltissime cose da dire; non è uno di quei dinosauri che salta fuori ogni tanto per fare del revival. Infatti la cosa che non ha apprezzato il pubblico, è stata proprio questa...Andi non ha fatto un concerto incentrato sui classici del suo repertorio, che sicuramente gli avrebbero garantito un coinvolgimento maggiore della platea, ma è un'artista che si è sviluppato negli anni portando avanti cose diverse (come è giusto che sia)...perciò non può dopo 20 anni continuare a suonare sempre le stesse cose.

La gente sembrava annoiata, si aspettava dei pezzi più movimentati o famosi...però l'interesse per il personaggio dovrebbe ancora esistere.

Personalmente ho avuto l'enorme piacere di assistere ad uno spettacolo che non avevo mai visto...adesso sto parlando solo di Sex Gang Children (ride n.d.r.).

Noi ci siamo divertiti, eravamo belli ubriachi, abbiamo incontrato un pò di amici...questo è quanto, a parte l'apatia di cui ti parlavo prima.

Prossimi progetti? Cosa si nasconde dietro le fiamme?


Rik: Beh...per adesso continueremo a promuovere l'album suonando in giro il più possibile. Noi durante le prove continuiamo a sfornare pezzi nuovi, però la priorità è sempre quella di promuovere il disco, suonando live...non dico sempre all'estero, ma in Italia sperando che ci sia un tipo di risposta diversa dalle precedenti.

Stiamo anche lavorando su del materiale video che abbiamo raccolto, con l'aiuto di una vera e propria troupe, a Berlino durante un nostro concerto con gli Ikon; stiamo visionando il tutto. Durante quel concerto abbiamo eseguito "Shadowplay" dei Joy Division insieme al loro cantante.

Comunque questo è uno dei progetti in cantiere, per ora ci dedichiamo all'aspetto live cercando di coinvolgere più gente possibile, visto che noi non ci risparmiamo sul palco (tono ironico n.d.r.).

Piccola curiosità...domanda alla Gigi Marzullo...con quale gruppo vorreste suonare dal vivo?

Rik: Uno dei miei gruppi preferiti sono i Wake, americani e forse non molto conosciuti, girano voci di una loro reunion e mi piacerebbe vederli e magari suonare con loro. Questo per quanto riguarda i gruppi impossibili.

Devo dire che siamo stati parecchio fortunati perchè abbiamo suonato con gruppi del calibro di Sex Gang Children, Altered States, Bloody Dead & Sexy, Murder At The Registry...ecco...mi piacerebbe suonare con i Dronnin Maud Land, so che non sono molto conosciuti, però sarebbe bello...anche gli Ordeal By Fire (ride n.d.r.).

Ultima domanda e chiudiamo l'intervista...se la Strobelight vi proponesse di fare un mini lp con 5 cover, quali pezzi vorreste inserire?


Rik: Guarda...noi abbiamo già una serie di cover in mente che vorremmo realizzare, tra cui un pezzo dei Dead Can Dance "The Trial", "Nazarine" dei Wake. Onestamente un album di sole cover non lo farei. Non sappiamo ancora se usciranno o meno, visto che stiamo lavorando a dei pezzi nuovi che assorbono molto tempo delle prove, vedremo come si metteranno le cose...comunque rimango della mia idea.


Intervista a cura di CabiriaSexGang